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Importante centro turistico, è l'ultimo paese che si incontra lungo la sponda
orientale dell'Alto Lago.
Alle sue spalle si erge la mole del Legnone (1609 m.), la montagna più alta del
lago. La zona, abitata fin dall'epoca preromana, da sempre costituisce un punto
strategico per il transito e il collegamento con la Valtellina, la Valchiavenna
e i passi dello Spluga, del Maloja e dello Julier.
Nel Quattrocento e nel Cinquecento venne infeudato a vari signorotti, quali i
Visconti, gli Sforza e altri.
Durante il XVI e XVII secolo, il paese subì saccheggi e distruzioni da parte
delle soldatesche di passaggio finchè, divenuto malsano e paludoso, il territorio
venne quasi totalmente abbandonato.
Colico ridivenne un centro abitato importante con la bonifica del Piano di Spagna
e l'apertura delle strade per i passi. Presso la località Trivio è visibile la
fortificazione detta "Forte di Fuentes", costruita all'inizio del XVII secolo,
dagli Spagnoli a presidio e difesa del confine dai Grigionesi.
Una delle attività più fiorenti di Colico è, ancor oggi, l'allevamento del bestiame,
che si basa su una lunga tradizione. Con la realizzazione di un importante centro
industriale, il paese gode di una fiorente situazione economica.



