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"L'abbraccio di Vienna.
Klimt, Schiele e i capolavori del Belvedere"
dal
15/03/2008 al 20/07/2008
Villa Olmo
Orario: ma-me-gi 9.00-20.00
ve-sa-do 9.00-22.00
Ingresso: € 9,00 ridotti
€ 7,00 e € 5,00 (la biglietteria
chiude 1 ora prima)
Info: 031/571 979 - Infoline 039/206 868
Link: www.grandimostrecomo.it
Link: www.grandimostrecomo.it
In riva
al Lario sono esposti ben 80 capolavori provenienti dal castello del Belvedere
di Vienna. Il percorso espositivo parte dal Barocco, per passare alla Belle
Epoque, al Biedermeier, fino alla Secessione e al primo Espressionismo
L'abbraccio
di Vienna - Klimt, Schiele e i capolavori del Belvedere,
è un grande affresco dell'arte mitteleuropea che oltre
a presentare le opere degli autori legati alla Secessione e all'Espressionismo
Viennese allarga il punto di fino ad “abbracciare” un periodo
molto più esteso. Nata dalla stretta collaborazione con il Museo
austriaco del Belvedere, che conserva la più importante collezione
mondiale delle opere della Secessione, la mostra è curata da Sergio Gaddi, assessore alla cultura
del Comune di Como e Franz Smola, curatore del museo
Belvedere. Gustav Klimt, figura
preminente della Secessione viennese, è presente con diverse
opere di grande importanza come Dopo la Pioggia, Castello di Kammer
sul Lago Atter, - uno tra i soggetti preferiti da Klimt -
e lo splendido Ritratto di Johanna Staude, dipinto fra il 1917 e il
1918.
Oltre ai lavori di altri esponenti di rilievo della Secessione come Koloman Moser e Otto Friedrich, sono esposti a Villa Olmo alcuni capolavori assoluti di Egon Schiele caratterizzati dalla passionalità e dalla fisicità del corpo. Una delle opere che hanno reso il maestro espressionista celebre in tutto il mondo è senza dubbio L'abbraccio, dipinto nel 1917, che riproduce una coppia di amanti che si abbandona a una stretta passionale. Altro caposaldo dell'Espressionismo viennese è Oskar Kokoschka. L'opera il Tigone dipinta nel 1926 in uno zoo di Londra, è rappresentativa della veemenza e della dinamicità gestuale che hanno sempre caratterizzato i suoi capolavori. La mostra di Como analizza anche i periodi storico-artistici precedenti le grandi rivoluzioni figurative della Secessione e dell'Espressionismo. Il percorso espositivo, infatti, parte dalle opere delle collezioni di pittura barocca del Belvedere. Significative sono quelle legate alla storia religiosa e mitologica, come Allegoria dell'Immacolata Concezione di Maria di Paul Troger del 1750, o come i ritratti di rappresentanza di Martin van Meytens. La sezione presenta, inoltre, importanti sculture di Franz Xaver Messerschmidt le cui virtuosistiche e grottesche teste di carattere risultavano, per l'epoca, assolutamente innovative. Nello sviluppo cronologico delle sale, due sono dedicate ad altrettante sezioni particolari, ovvero al ‘Viaggio in Italia' e alle ‘Donne'. Nella prima si dà spazio alle rappresentazioni di gusto romantico delle città italiane come Roma o Napoli, nella seconda, l'immagine della donna riveste l'ideale della bellezza femminile del tempo, sia come madre, rappresentata nel lavoro di Josef Danhauser, sia come ‘femme fatale', nei quadri di Johann Baptist Reiter.
Oltre ai lavori di altri esponenti di rilievo della Secessione come Koloman Moser e Otto Friedrich, sono esposti a Villa Olmo alcuni capolavori assoluti di Egon Schiele caratterizzati dalla passionalità e dalla fisicità del corpo. Una delle opere che hanno reso il maestro espressionista celebre in tutto il mondo è senza dubbio L'abbraccio, dipinto nel 1917, che riproduce una coppia di amanti che si abbandona a una stretta passionale. Altro caposaldo dell'Espressionismo viennese è Oskar Kokoschka. L'opera il Tigone dipinta nel 1926 in uno zoo di Londra, è rappresentativa della veemenza e della dinamicità gestuale che hanno sempre caratterizzato i suoi capolavori. La mostra di Como analizza anche i periodi storico-artistici precedenti le grandi rivoluzioni figurative della Secessione e dell'Espressionismo. Il percorso espositivo, infatti, parte dalle opere delle collezioni di pittura barocca del Belvedere. Significative sono quelle legate alla storia religiosa e mitologica, come Allegoria dell'Immacolata Concezione di Maria di Paul Troger del 1750, o come i ritratti di rappresentanza di Martin van Meytens. La sezione presenta, inoltre, importanti sculture di Franz Xaver Messerschmidt le cui virtuosistiche e grottesche teste di carattere risultavano, per l'epoca, assolutamente innovative. Nello sviluppo cronologico delle sale, due sono dedicate ad altrettante sezioni particolari, ovvero al ‘Viaggio in Italia' e alle ‘Donne'. Nella prima si dà spazio alle rappresentazioni di gusto romantico delle città italiane come Roma o Napoli, nella seconda, l'immagine della donna riveste l'ideale della bellezza femminile del tempo, sia come madre, rappresentata nel lavoro di Josef Danhauser, sia come ‘femme fatale', nei quadri di Johann Baptist Reiter.
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