tucc e regell
E' un piatto tipico della zona di "Bellagio" e non si tratta della "normale" polenta ma di una polenta uncia. Deriva da un vecchio rito familiare. Il "tucc" deriva da "tucà", poiché si appallottola la polenta tra le dita. Regell, che è "vin brulé" deriva da regiùu (capofamiglia), perché era probabilmente compito del patriarca servire il regell ai commensali. Il tucch si consuma preferibilmente stando in cerchio attorno al paiolo, che può essere appoggiato anche su una sedia. Ognuno raccoglie dal paiolo,  un po' di polenta con un cucchiaio di legno, e se la porta alla bocca dopo averla appallottolata tra le mani. Il regell viene distribuito dal regiùu per mezzo del mestolo (cazzù). Solitamente non si mangia nient'altro assieme al tucc, che è una pietanza ricca (e calorica!) e che "richiede" un consumo di vino abbastanza alto. Quest'ultimo può essere dello stesso tipo usato per il regell, un barbera corposo.
 
Stagionalità: autunno - primavera
Difficoltà: åå
Tempo di esecuzione: 2 ore 1/2
 
Ingredienti per 6 persone:
per il tucc:
700 gr. farina gialla
1,2 kg. formaggio magro d'alpeggio - mezza stagionatura
800 gr. brurro
3 l. abbondanti acqua
1 cucchiaio olio
sale quanto basta
 
per il regell:
vino rosso (1,5 l.)
scorza di un limone
1 mela
3 chiodi di garofano
1 stecca di cannella
 
Esecuzione:
Preparate nel paiolo la polenta, versando nell'acqua salata la farina gialla e l'olio, sbattendo  con il bastone da polenta.
Dopo circa 45 minuti di cottura incorporare alla polenta, sempre rimestando, piccole quantità di formaggio, alternate a piccole quantità di burro fino a terminare gli ingredienti ed ottenere un composto perfettamente amalgamato senza grumi.
Lasciate cuocere per altri 30 minuti e portate a tavola, anche se la tavola non c'é!
Una volta consumato il tucc, rimettete il paiolo sul fuoco, ancora "foderato" della sua camicia di polenta e versatevi le due bottiglie di vino rosso.
Aggiungete lo zucchero, la cannella, i chiodi di garofano,  la mela tagliata a pezzi e la scorza del limone
Lasciate sobbollire per ca. un quarto d'ora e servite caldo, preferibilmente in scodelle di terracotta.